+39 0461 215161

Contratto: timide aperture

Tutti i contratti del privato sono stati rinnovati e, rispetto alla situazione nazionale (ove vi è una chiusura totale), la nostra autonomia permette di fare scelte diverse nei confronti di chi ha un reddito di lavoro dipendente e deve fare i conti con un potere d’acquisto che diminuisce sempre più.

Possiamo dire comunque che vi è una timida apertura in tema di contratto da parte della Giunta provinciale. L’opera di sensibilizzazione di CGIL, CISL, UIL continuerà, fino a quando si otterranno risorse adeguate in proposito, dignitose e sufficienti a far fronte ad una pesante realtà economica.

E’ ripartita in questi giorni (guarda caso) l’attività del sindacato autonomo, che come sempre tenta di approfittare dei periodi di crisi per avere visibilità e per critiche infondate e promesse poi non mantenute, anche tramite comunicati non veritieri per esempio sulle vicende contrattuali, complice anche qualche organo di stampa che non si cura di approfondire le notizie.

Il sindacato autonomo sta facendo il proprio lavoro di uccello del malaugurio, con promesse estemporanee e cercando di dotarsi di un’immagine costruttiva, salvo poi chiedere in trattativa soluzioni corporative molto importanti solo per alcune categorie di personale. Singolare a questo proposito la vicenda delle indennità dei tecnici di cui diciamo sotto.

Se però vi saranno risorse per il contratto e si potranno avviare le trattative sarà unicamente perché CGIL, CISL, UIL hanno portato la questione ai massimi livelli sindacali, per concordare con la Giunta prov.le un percorso generale che riguarda tutta la società trentina e il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti, il mantenimento degli standard occupazionali e degli ammortizzatori sociali.

PROGRESSIONE ECONOMICA: Il 7 ottobre prossimo vi sarà un incontro con l’APRAN ove crediamo si arriverà alla sottoscrizione dell’accordo sui passaggi dal secondo al terzo gradone e dal terzo al quarto. E’ un importante risultato che porterà aumenti economici con risorse residue dal contratto precedente e con arretrati dal luglio 2009 che potranno essere corrisposti subito, non essendo necessaria alcuna graduatoria perché si è stabilito che chi usufruirà dei passaggi saranno coloro che non hanno avuto l’ultima progressione economica (con inquadramento da settembre 2006), tutti coloro cioè che hanno almeno 5 anni di permanenza nel gradone.

COMUNITA’ DI VALLE E TRASFERIMENTI: Un importante accordo è stato sottoscritto in questo senso tra CGIL, CISL, UIL (assente la FENALT autoesclusasi dalle trattative), Provincia autonoma e Consorzio dei comuni: il trasferimento del personale PAT dalla Provincia alle comunità di Valle, qualora ce ne fosse necessità, potrà avvenire solo su base volontaria, per coloro cioè che chiederanno di essere trasferiti per avvicinamento al luogo di residenza od altro. Coloro che decideranno di passare alla Comunità di Valle, potranno scegliere se andare con l’istituto del comando, rimanendo cioè alle dipendenze PAT, o direttamente alle dipendenze delle Comunità.

Si tratta di un altro importante risultato ottenuto da CGIL, CISL, UIL.

CISL E UIL, CON LA MAGGIORANZA DELLA RAPPRESENTATIVITA’, DANNO DISPONIBILITA’ A SOTTOSCRIVERE ACCORDI DI COMPARTO CHE PORTERANNO RISORSE PER TUTTI I DIPENDENTI. CONTRARIE FENALT E CGIL CHE BLOCCCAVANO TUTTO PER RIVENDICAZIONI CORPORATIVE PER I TECNICI.

Dobbiamo portare a conoscenza di tutti i lavoratori PAT di alcune posizioni di FENALT e CGIL, posizioni che hanno bloccato per più di un anno le trattative su alcuni istituti contrattuali importanti per tutti i lavoratori della Provincia autonoma.

Le posizioni di cui sopra si riferiscono ai tecnici della Provincia e dei Comuni. Vi era la richiesta di FENALT e CGIL che le mansioni e le responsabilità che il profilo di tecnico comporta in materia di coordinamento della sicurezza sui cantieri, potesse essere facoltativa, potesse cioè essere assunta in carico dal tecnico solo su base volontaria. FENALT e CGIL chiedono che tale incombenza sia delegata all’esterno.

Le risposte di Provincia e Consorzio dei comuni è stata sempre di netto diniego alle richieste di FENALT e CGIL, esigendo che le mansioni previste dal profilo dei tecnici venissero svolte, tanto più che vi sono fior di indennità per dare una risposta alle effettive loro responsabilità. La posizione delle due sigle stava bloccando da più di un anno alcune trattative importanti, riguardanti sia gli incentivi previsti dalla legge Merloni per i tecnici stessi, sia l’accordo di settore con indennità che riguardano anche altri dipendenti, amministrativi ed operai, come indennità di attività disagiate, di sportello, direttiva, coordinamento.

Non solo, ma il blocco della trattativa faceva venir meno quanto CISL e UIL avevano ottenuto per il personale amministrativo e operaio, con l’amministrazione che aveva già accettato le richieste: per gli amministrativi un aumento della quota a parte derivata dalle attività suddette, che passa dal 10% precedente al 25% degli importi derivati dalle attività di progettazione e direzione lavori, spalmata per larga parte su tutti gli amministrativi, non solo su coloro che operano all’interno dei servizi tecnici, mentre per gli operai si è ottenuto di vederli inseriti nelle figure di preposti sui cantieri e quindi come beneficiari delle relative indennità.

Si tratta di risultati molto importanti riteniamo, l’ottenere risorse per tutti i dipendenti e quindi anche alla luce di questo non comprendiamo le posizioni del sindacato autonomo e della CGIL, che alla luce dell’attuale crisi e del blocco nazionale dei contratti, bloccavano poi accordi importanti che portano risorse a tutti i lavoratori. Oltre a questo, vi era poi la posizione della FENALT che chiedeva che le indennità dei tecnici e in particolare i cumuli previsti dalla legge aumentassero in modo considerevole. Anche su questo CISL e UIL hanno detto no, partendo dalla considerazione che se vi sono problemi sulle risorse per il contratto, sarebbe stato ingiusto accettare, sia pure con risorse derivanti dalle attività, delle risposte importanti solo per alcuni (le richieste erano per avere cifre che andavano dai 10.000 euro ai 17.000 annui).

CISL e UIL hanno ritenuto che non vi erano spazi di manovra per ottenere gli incarichi sulla sicurezza su base volontaria. Ritengono comunque che i problemi vi siano anche in quel settore, riferiti ad esempio alla carenza di personale che implica una miriade di mansioni non inerenti il profilo e che non permettono di seguire appieno poi i cantieri, riferite all’assicurazione che non copre pienamente i rischi soprattutto per le ammende, riferiti alla formazione. Si ritiene che su questi aspetti vi siano spazi di rivendicazione che porteremo avanti prossimamente assieme ai tecnici che riterranno di rivendicare in modo costruttivo i loro diritti. La questione della volontarietà non si poteva certo ottenere bloccando tutti gli accordi e le risposte agli altri dipendenti PAT.

C’è poi un’altra considerazione: siamo sempre stati contrari alle esternalizzazioni: non si può criticare da una parte l’amministrazione provinciale e poi dall’altra richiedere che funzioni importanti come la sicurezza sui cantieri venga delegata a tecnici esterni, a ditte private, con notevole esborso di risorse pubbliche (si parla per ogni incarico di centinaia di migliaia di euro).

Per tutte queste motivazioni quindi, CISL e UIL hanno dato la loro disponibilità a sottoscrivere accordi che, ripetiamo, riguardano tutto l’apparato. Essendovi in questo caso la maggioranza della rappresentatività (come comunicato dalla stessa APRAN in sede di discussione), gli accordi saranno validi ed esigibili.

Per la Segreteria FPS CISLRoberto Tavagnutti        

Categorie Provincia

Comments are closed